Camerino

Camerino – renato mammucari

Camerino

€ 15,00

Questo “Quaderno del Grand Tour” non vuole essere una Guida ma un invito a visitare e quindi conoscere Camerino attraverso gli artisti che nei vari secoli hanno immortalato la sua civiltà che ritengo scalfita ma non distrutta da quella desolazione causata dall’ingiuria del terremoto. Seguendo il suggerimento di Angelo Conti, raffinato scrittore e critico d’arte, che consigliava, a chi avesse voluto godere dell’incanto di quel che restava della città di Pompei, di non andarci in compagnia di guide o quant’altro ma di recarvicisi da solo al massimo “insieme con una bella donna taciturna” perché solo in tal modo, quella voce universale del silenzio sarebbe arrivata all’anima senza neanche il filtro della mente. Per apprezzare la città di Camerino, che scoprirete di pagina in pagina in questo pur lacunoso itinerario più iconografico che letterario, quindi, è sufficiente che leggendo i piccoli ma esaustivi commenti la vostra sensibilità riesca ad animare le immagini con le parole che le hanno commentate e queste, in un reciproco scambio di qualità, d’incanto si coloreranno con le stampe, i quadri e le fotografie degli artisti del passato. E in un religioso e rispettoso silenzio si riuscirà a penetrare e far nostro il passato di Camerino perché questa città, anche se in gran parte “spogliata” dal sisma, non può vedere andare dispersa anche la memoria della sua civiltà e, così, come augurava a tutti noi Ugo Betti, riusciremo a ritrovare quel vento che accompagnò la nostra infanzia..

ISBN: 9788868641443 Editore: Genre: ,

Autore: AA. VV

Renato Mammucari viene al mondo nello stesso anno in cui lo lascia Gabriele D’Annunzio e, in un ideale quanto azzardato passaggio di testimone, nel 1988 per farsi perdonare l’incauto accostamento è promotore di una mostra nello “Stenditoio” del San Michele dedicata a “I pittori dell’Imaginifico” in ricordo del Cinquantenario della morte del Vate. Vive e lavora a Velletri come avvocato. Perseguitato dal tarlo del collezionismo, il suo studio è tappezzato di quadri, incisioni, libri e ricordi che troppo sovente lo distraggono, complice e consenziente, dagli impegni forensi. Appassionato collezionista dell’Ottocento, infatti, da anni si dedica alla riscoperta di pittori che, dal Settecento al Novecento, hanno ritratto Roma e la sua Campagna, riproponendone le opere in pubblicazioni e mostre che gli hanno valso il premio per la Cultura dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri.

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