Presentazione: Abyssus Abyssum Invocat

Presentazione: Abyssus Abyssum Invocat

Il Signor “S” è un quotato professionista di Bolzano e uno stimato padre di famiglia che nel tempo libero ha l’hobby di distruggere la vita e il corpo delle sue giovani prede sessuali. Possibilmente minorenni, molto volentieri bambine. «Chi salverebbe la persona che lo ha ucciso?» È questa la domanda a cui dovrà rispondere la giovanissima Jimena, escort diciassettenne…

Domenica 17 marzo alle ore 11.00 presso il Guapanapoli Country Club House in via Vito di Camaino 4, Napoli, Luisa Pesarin, coordinatrice e motivatrice del romanzo, presenta

Abyssus Abyssum Invocat

3 Responses to Presentazione: Abyssus Abyssum Invocat

  1. c”è un tempo per la disperazione,c”è un tempo per il cordoglio e l”onore,e c”è in tempo per ripartire lasciandoci alle spalle le tragedie passate,ora bisogna guardare al presente con l”ultimo tributo ad un giovane uomo, senza dimenticare che altri giovani cadono tra il silenzio più assoluto,senza un nome sulla croce,senza un fiore e a volte senza un sepolcro,e poi come vuole la metafora della vita,ripartire. Quel che resta sarà un bagaglio personale,profondamente intimo ed unico

  2. chiarissima risposta , grazie

  3. RedacteurLT

    Queste due donne, queste due madri affrontarono i più grandi sacrifici; Dio chiese loro non soltanto la vita, ma più che la vita; ed esse vi si assoggettarono con quella semplicità e magnanimità che fece d’Abramo il Padre dei credenti. La forza nella debolezza I loro nomi, come osserva sant’Agostino, erano un presagio della sorte che il cielo riservava loro: una perpetua felicità.  L’esempio che diedero della forza cristiana è di per se stesso una vittoria che assicura il trionfo della fede di Gesù Cristo in terra d’Africa. Ancora pochi anni, e san Cipriano farà sentire la sua voce eloquente che chiama i cristiani al martirio. Dove trovare accenti più commoventi che nelle pagine scritte dalla mano della giovane donna di ventidue anni, Perpetua, la quale ci narra con una calma celestiale le prove che doveva passare prima d’arrivare a Dio, e che, sul punto d’andare all’anfiteatro, trasmise ad un altro perché completasse la sua sanguinosa tragedia? Leggendo queste gesta, di cui i secoli non hanno potuto alterare né fascino, né grandezza, sentiamo quasi la presenza dei nostri antenati nella fede e ammiriamo la potenza della grazia divina, che suscitò un tale coraggio dal seno stesso d’una società idolatra e corrotta; e considerando qual genere di eroi Dio usò per infrangere la formidabile resistenza del mondo pagano, non si può fare a meno di ripetere con san Giovanni Crisostomo: “A me piace tanto leggere gli Atti dei Martiri; ma ho un’attrattiva particolare per quelli che ritraggono le lotte sostenute dalle donne cristiane.

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